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Il lago di Garda Luoghi da vedere |
Ca
mpioneLa "povera terra" di Campione è uno dei luoghi
più depressi del lago, collocata su di un piccolo promontorio fra le rocce.
Nessuna vera strada d'accesso vi conduce, fino al 1930, solo un approdo
dall’acqua.
Sant'Ercolano non avrebbe potuto scegliere posto più
adatto per venire a farvi l'eremita, nel VI secolo, “refutando li doni del
mondo” e il vescovado di Brescia.
Il torrente Campione scorre vicino per terminare il suo
breve ma tormentato tragitto nel Garda.
Le sue rive appartengono l’una alla
diocesi bresciana e l’altra a quella trentina, mentre la foce “stando nel
lago” appartiene a Verona che ha giurisdizione su tutte le acque. Campione si
riconosce così in quel misterioso “luogo è nel mezzo...” citato da
Dante per la sua triplice appartenenza a differenti poteri. Poteri spirituali,
al tempo del sommo poeta. E, tutto sommato nelle stesse condizioni, si trova
anche l’isola di Garda. Che Dante pensasse all’isola? La verità è che
anche Campione è un luogo che ha dell’isola: vi si porta sin dall’antichità
il ferro dalle miniere di Tremosine e dalla valle di Ledro per caricarlo sui
barconi o lavorarlo nelle locali fucine. Sembra che già i romani se ne servano
per forgiare spade e lance, per armare le legioni tese alla conquista del mondo.
Jadoco, nel 1546, scrive che il luogo è tutto un crepitare di fiamme e uno
strepitio di ruote mosse dalle acque. Per il ferro e il rame Campione diventa
una sorta di zona franca: non si paga dazio né in entrata né in uscita.
Limone
Gabriele D’Annunzio la chiama il meandro e la strada Gardesana entra ed esce, sinuosa, dalla montagna che rinserrando il lago, scende a capofitto verso l’acqua. Limone appare all’improvviso, quasi sommersa da olivi, oleandri, allori, buganvillee. Il simpatico golfo fa cornice al tipico e minuscolo borgo di pescatori, l’antico Commun piccolo della Serenissima Venezia.
Limone è per secoli l’ultima terra della riviera occidentale, qui è come una piccola Gibilterra, La fine del lago, di un mondo. Limone deve infatti il suo nome a limes (limite, confine), non certo ai limoni che per decenni ne decretano la fortuna e ora, in ceramica colorata, ornano i portoni delle case. Un confine geografico che poco più in là, intorno alla Punta del Ponale diventa, grazie a una bianca colonnetta, il confine politico tra il Bresciano e il Tirolo.
Cioè,
fino alla fine della prima guerra mondiale, fra l'Italia e l'Austria. Nel porto
di Limone, agli inizi del novecento, vegliano lance e torpediniere della Regia
Marina impegnate in servizi militari e di dogana. Undici chilometri di strada per buona parte in galleria fra
minacciose barriere pietrose e si è a Riva del Garda, in Trentino. Chissà se gli
Etruschi vivono davvero fin qua, se non preferiscono stare sulle montagne di
Tremosine. Su una lapide rinvenuta a Limone sta inciso: PRIMIOSTAI ARONTI F SIBI ET BUGIAVE EX IM VIATOR VALE ET TU
.... ed è un frammento che apre uno spiraglio di storia. Si lega questo pezzo
di marmo ad Aronte, undicesimo re degli Etruschi, un condottiero che porta la
sua gente sin nella Rezia. Le limonaie del
paese, un tempo qui numerose e rigogliose, si estendono per terrazzi sopra
l'abitato. La coltivazione di limoni, cedri e arance, introdotta fin dal XIII
secolo, per mancanza di terreno e
alla ricerca di tutto il sole possibile, trova spazio in serre fatte a
gradinate. Anche dieci per ciascuna serra, coi pilastri bianchi in muratura a
fare da punti d'appoggio per le tettoie e le coperture necessarie a proteggere i
preziosi agrumi dai venti e dai morsi del gelo. Oggi le limonaie sono inattive,
inglobate da colpevoli ristrutturazioni edilizie o vuote carcasse pietrificate a
colorare il paesaggio. La limonaia di Reamol, che col suo muraglione lambisce
l'acqua, pare una triste cattedrale abbandonata …
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