Bresciastory - I luoghi della Franciacorta e del lago d'Iseo 6
Le Torbiere

Il lago d'Iseo e la Franciacorta

Luoghi da vedere

Zone  

Nel 16 a.C. si affaccia su questi luoghi di pastori con le sue legioni il proconsole Publio Silio: proviene dalla Valtrompia ed ha un piano per sottomettere i camuni all’impero di Roma. Di qui passa infatti la principale strada di collegamento tra Brescia e la Valle Camonica, che da Sale Marasino supera il colle Croce di Zone(Zone deriva da zuv, cioè giogo) e riscende presso la Beata di Pian Camuno. Fino all'anno Mille la gente di questa terra isolata pratica ancora riti pagani, poi sorge una cappella alla Croce, dove nel '400 viene eretta la chiesetta dei Santi lppolito e Casciano. In epoca medievale Zone ha anche un suo castello, proprietà del vescovo di Brescia, poi nel 1337 dei Visconti e dal 1427 della Repubblica Veneta. A Zone, come nei vari centri del lago, fiorisce nel '400 la produzione di coperte di lana. Nel 1610 il rettore veneto Giovanni da Lezze conta a Zone mille abitanti, attorno a un castello "derocato, con grossa muraglia inhabitato". All'epoca si fa’ legna nei boschi e parte è destinata alla produzione di carbone. Ci sono anche otto calchere, 2 mila pecore e 300 capre. Le piramidi sono il grande spettacolo di Zone. La gente le chiama le fate di pietra e rappresentano uno dei fenomeni più spettacolari d’Europa. Per una strana forma di erosione le acque da millenni hanno iniziato a divorare il terreno che, formato dal movimento di un antico ghiacciaio, è fatto di argilla mista a ghiaia e a grossi macigni. Il risultato? Tante altissime guglie, sino a trenta metri per otto, sormontate da un macigno, una specie di cappello protettore. Uno spettacolo unico e irripetibile.  

Sale Marasino

Un cippo votivo romano rappresenta una divinità, forse il Sole, oppure Mitra, il cui culto si diffonde nel primo secolo dopo Cristo. La zona è chianmata “valle renovata", nasce qui una primitiiva pieve cristiana, dedicata a Santa Maria Assunta e a San Zeno, protettore dei pescatori. Della pieve, sorta nel sec. VI-VII (sopravvive ancora nel '400) restano solo pochi capitelli romanici. I canonici della pieve ogni anno visitano i confini dei territorio, riprendendo la cerimonia pagana della "lustratio pagi", che si trasforma nelle processioni campestri delle Rogazioni. In epoca romana e poi medievale le assemblee dei popolo si riuniscono nella località, tra Distone e Marasino, ancor oggi chiamata Piazza Maggiore. Fin dal '400 nella zona si lavora la lana, c’è una certa diffusa agiatezza, etstimoniata dal sorgere di elegabnti dmore. Sale Marasino passa dai Visconti a Venezia nel 1427. Il lago diviene la via preferita dei contrabbandieri, che trovano in Sale Marasino un punto di approdo, incuranti delle grida con cui la Serenissima richiama al pagamento dei dazi.

Pisogne

La presenza dell'uomo in epoca preistorica è testimoniata da una piroga carbonizzata scoperta a Neziole e da alcune incisioni rupestri. Ma Pisogne acquista grande importanza nel Medioevo. Ha mura possenti, le cui porte lasciano ancora segni in via Torrazza, in via Monti e in via Capovilla. Dagli statuti di Brescia si apprende che nel 1270 Pisogne il centro fondamentale per il commercio dei legname proveniente dalla Val Camonica. Alla ribellione camuna guidata dalla famiglia ghibellina dei Federici (1288-94), Brescia reagisce duramente e sottopone tutta la valle, a partire dall’alto lago, feudo dei Brusati, a un podestà. Ma Pisogne resta un centro importante e, col passaggio sotto Venezia nel 1428, ottiene vari privilegi, tra i quali il non dover sottostare al monopolio veneziano sul sale: può importare il prezioso alimento dai paesi nordici. Un fatto grave e inaudito coinvolge però l’intera comunità camuna: nel 1510 la Santa Inquisizione brucia a Edolo e a Pisogne sessanta streghe e alcuni stregoni, accusati di aver praticato incantesimi su uomini e donne, sul bestiame e sulle colture. Il Senato veneto s'impegna come può nel far cessare il fanatismo degli inquisitori e affida al proprio nunzio apostolico, il bresciano Altobello Averoldi, l’incarico di far luce sull’accaduto. L’indagine, come è logico, si insabbia e la vita riprende, una vita laboriosa, mercantile al massimo. Dal Catastico di Giovanni da Lezze (1610) si apprende che al mercato settimanale di Pisogne si danno appuntamento armaioli di Brescia e di Milano, interessati all'acquisto di parti semilavorate di armature e di ferro grezzo della Valcamonica, ottimo se mischiato per un terzo al ferro della Val di Scalve. Per secoli la vita scorre tranquilla. Grande stupore desta nel 1800 l'arrivo a Pisogne del generale Mac Donald col suo corpo dei Grigioni, che ha superato lo Spluga e l'Aprica in pieno inverno per congiungersi qui con la Legione Italica. Il giorno del 31 dicembre riparte poi per raggiungere, in Val Sabbia, la divisione Lechi. Nel 1838-50 è costruita la strada per Marone, paese che nello stesso periodo viene collegato via terra a Iseo. Nel 1818 don Giacomo Mercanti, morendo, effettua un lascito con cui l'anno successivo viene aperto il collegio Mercanti, riconosciuto nel 1861 dal governo italiano: elementari, ginnasio, insegnamento della retorica e una scuola serale per adulti, cui il direttore don Bortolo Rizzi aggiunge nel 1864 corsi di musica, canto e disegno. L'esperienza si chiude nel 1885 e a nulla vale tre anni dopo l'impegno del vescovo Giacomo Corna Pellegrini, pisognese, che per riaprirlo interessa persino don Bosco. Intorno al 1950, dalle fucine per la lavorazione dei ferro, che già hanno assunto importanza alla fine dell'800, sorgono laminatoi e acciaierie per leghe speciali.

Rodengo Saiano-Ome-Cortefranca    Adro-ErbuscoCapriolo Passirano-Paderno Franciacorta-Paratico

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