Bresciastory - I Luoghi della Valtrompia 3

Valtrompia

I LUOGHI CHIAVE

Tavernole

Tavernole da taberna, osteria ma anche negozio, officina.
Nella zona vengono trovate lapidi romane e sin da nel Medioevo qui č il cuore della valle. Sotto Venezia (1426) Tavernole č addirittura residenza del Foro vicario e nel 1446 viene istituito un Banco giuridico competente per le miniere. Nel 1610 il rettore veneto Giovanni da Lezze ricorda la presenza di un forno da ferro e di una fucina in cui si fabbricano canne d'archibugģo e moschetti e di tre fucine di minori dimensioni. Altra attivitą č la lavorazione dei panni bassi, che vengono purgati in tre folli.
Una curiositą in campo ecologico? Nel 1607 fra Gregorio da Reggio segnala la scoperta sulle rocce di Tavernole, della “campanula elatinoides”, pianta perenne che apre in estate-autunno le sue corolle azzurrine e costituisce una tipicitą della nostra provincia. 

Marmentino

Vi sono tracce della presenza romana e barbarica (tombe a cappuccio dei sec. V- VI). Dal punto di vista religioso, appartenne alla pieve di Bovegno fino al 1240. Sotto il dominio veneto (1426) il paese appartiene alla quadra della Val Trompia. Vanta statuti propri e gode di una parziale autonomia da Brescia. Nel 1609 il rettore veneto Giovanni da Lezze annota nel suo Catastico che la popolazione č di 600 abitanti, di cui 150 validi al lavoro. Le occupazioni sono legate alla cura del bestiame, al taglio e trasporto di legna per i carbonai delle terre vicine. Marmentino deriva il suo nome da marmentina, ovvero riparello, una pianta che cresce intorno ai fossi.

Bovegno

Sorge qui un castello contro le scorrerie degli Ungari e qualche rudere lo ricorda. Nel sistema difensivo rientra la torre medievale (detta “romana”) che dą sulla piazza (sec. XII-XIII). Un’altra torre, resto di una grande fortificazione, sorge nella vicina Ludizzo. Sin dal Mille ha sede a Bovegno (il cui nome deriva da bovinus o da bova, smottamento) una delle tre grandi pievi in cui č divisa la Valtrompia, e tutti i principali monasteri bresciani, oltre al vescovo e al capitolo della cattedrale, vantano possessi in zona. Il comune nasce nel sec.XII  e  nel 1341 vengono redatti gli statuti comunali e allo stesso secolo risale anche lo statuto delle miniere: gią attive ai tempi dei Romani, garantiscono a lungo ricchezza al paese. Non estraneo alle contese tra guelfi e ghibellini, dal 1248 Bovegno č quasi ininterrottamente legato al comune di Brescia, in area guelfa. Sotto Venezia dal '400, il paese ospita un vicario e un podestą, dipendenti dal capitano generale della Valtrompia.. Durante il Risorgimento i cittadini, animati da don Andrea Negretti, partecipano alle insurrezioni dei 1848 e dei 1849. Un tracollo economico č provocato nella seconda metą dell’Ottocento dal fallimento della “Brescia Mining and Metallurgae Co.”. Nel 1874 si costituisce la Societą operaia, di cui č presidente onorario Giuseppe Zanardelli. Tra i bovegnesi illustri si ricorda Angelo Canossi (morto nel 1943), poeta dialettale. Durante la Resistenza i nazi-fascisti si rendono responsabili in paese, la sera di ferragosto del 1944, di un eccidio: 14 persone vengono trucidate per rappresaglia in seguito a un breve scontro coi partigiani asserragliati nell'albergo Brentana.

Collio

Ai laghetti di Ravenole, al passo del Maniva, sono stati trovati resti di insediamenti preistorici, utensili dell’etą della pietra all’imbocco della Valle Serramando. Il primo nucleo abitato č probabilmente a Memmo, sulla strada pre-romana. e nel primo secolo avanti Cristo i Romani sfruttano, col lavoro degli schiavi, le miniere di ferro, piombo e argento. A vigilare sul tutto (Collio deve il nome a collis, cioč altura) č una fortificazione, probabilmente un castelliere che deve sorgere nella localitą tuttora detta Castello, sotto Memmo. L’abbondanza di legname favorisce l'attivitą dei forni fusori, la vicinanza del passo (un ospizio per viandanti sta a San Colombano) il commercio e il potenziamento delle miniere. Alla fine del ‘400 i fratelli Fracassini aprono una stamperia, pubblicando un Pontificale Romano e un vocabolario di tedesco. I contatti con commercianti stranieri e soprattutto tedeschi diffondono idee luterane, che provocano la sospensione “a divinis” di fra Gomezio Loviselli (1543). Nel 1610 il rettore veneto Giovanni da Lezze annota che la popolazione ammonta a 1.500 anģme, di cui 500 “utili”,  e l’abbondanza di ferro dą lavoro, oltre alla Val Trompia, a sette forni valsabbini. Nel 1694 un incendio distrugge la frazione di Tizio. Sono ricordate le disastrose inondazioni dei 1634, 1639, 1676, 1757.  Il governo veneto fu sempre pronto ad aiutare la ripresa dell’economia dopo simili calamitą. Nel periodo napoleonico il valico dei Maniva vede il passaggio dell'armata austro-russa nel 1799 e della Legione Italica nel 1801. I monti’della zona offrono, durante il Risorgimento, rifugio a numerosi patrioti, fra i quali Egisto Bezzi, che viene arrestato dagli austriaci. L'avvio dell'industria turistica č segnato dalla nascita di una stazione sanitaria per ragazze di 11-15 anni nel 1886. Nel 1898 si costituisce la Cassa rurale e l’anno successivo arriva l’illuminazione elettrica. Sulle opere stradali e di fortificazione eseguite a ridosso della prima guerra mondiale si installano in seguito rifugi e locande utili al turismo.

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